Sabato 17 maggio, il Salone del Circolo della Vela di Roma ha ospitato l’ambasciatore, navigatore ed esploratore Gherardo la Francesca e il ricercatore
Riccardo Tiddi, nell’ambito del ciclo “Mare e Cultura, Incontri al Circolo” per una stimolante conversazione intitolata Alla scoperta del Chaco.
Le parole e le immagini proposte hanno permesso al pubblico presente nel nostro Salone di conoscere una realtà geografica, etnica ed antropologica di grande rilievo, di solito poco nota al grande pubblico. Il Chaco è infatti una regione di grandi dimensioni, che si estende tra ben quattro stati del Sudamerica, abitata oggi da comunità originarie che appartengono a venticinque etnie o popoli diversi raggruppati in ben dieci gruppi linguistici.
Ripercorrendo la storia dell’area sin dalla più remota antichità, i relatori hanno illustrato la formazione della regione, le diverse ipotesi sulle modalità di popolamento dell’area, le vicende legate al contatto con il mondo occidentale fino a tempi ben più recenti, accompagnandoci in un viaggio affascinante, caratterizzato dalla presenza di un quadro culturale ricco e complesso.
Per fare toccare con mano al pubblico presente in sala tale lontanissima realtà geografica, Riccardo Tutti ha illustrato diversi oggetti portati in sala, legni di grande qualità, capi di abbigliamento e copricapi realizzati con piumaggi dai colori straordinari – ciascuno con un proprio significato ed un proprio utilizzo – tessuti di grande resistenza e modernità, essenze vegetali per la tradizionale decorazione del viso e del corpo.
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare l’attività dell’Associazione Museo Verde, Sviluppo senza deforestazione, che opera nell’area con l’intento di arginare, con strategie di sviluppo alternative e la valorizzazione delle culture indigene, la crescente e massiccia deforestazione e la progressiva perdita di identità legata ai crescenti e pervasivi fenomeni di globalizzazione.
Continuo è stato il riferimento alla cultura del rispetto ambientale e della natura , un aspetto che – come è stato sottolineato – è alla base dell’agire di chi “va per mare” e che anche il nostro Circolo cerca di trasmettere – in particolare attraverso le attività rivolte ai più giovani.


